DialogAspromonte

L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte vuole sviluppare un confronto sano su idee e progetti, attuando forme di coinvolgimento diretto dei cittadini, accrescendo il loro ruolo nei processi decisionali.

Rinsaldando le relazioni tra Istituzione e Comunità, accorciando ulteriormente le distanze, l’Ente ha deciso di “aprire” uno spazio alle espressioni di Ordini Professionali, Associazioni, Istituzioni, semplici innamorati della nostra montagna, che in una forma di spazio pubblico aperto, in modalità online, potranno fornire un contributo migliorativo, attraverso l’elaborazione di proposte e suggerimenti destinati alle attività dell’Ente.

Non porte chiuse, dunque, ma aperte ad una grande partecipazione di massa del popolo dell Aspromonte che anche questa volta saprà fornire il proprio supporto.

Spunti, idee e proposte saranno successivamente al centro di un forum allargato che si svolgerà in video conferenza e alla quale parteciperanno tutti i soggetti che hanno apportato un contributo fattivo.

11 commenti su “DialogAspromonte”

  1. UNITA’ OPERATIVE ANTINCENDIO, UNA PROPOSTA ANCORA VALIDA
    Di seguito espongo una proposta fatta in occasione della pubblicazione del bando P.O.R. CALABRIA MISURA 1.5 SISTEMI NATURALI del 2002.

    A quell’epoca le schede di progetto “ordinarie” prevedevano la realizzazione di: strade nei boschi, magari asfaltate, interventi d’ingegneria naturalistica, creazione di percorsi naturalistici, aree pic-nic e laghetti collinari.

    A pochi giorni della scadenza del bando, da una banale riflessione , tra l’altro indotta da una esperienza vissuta personalmente durante un’emergenza ambientale avvenuta mentre ero in vacanza in Alto Adige, e cioè che
    “la migliore forma di presidio del territorio è quella assicurata da chi lo abita”

    scaturì l’idea di proporre una scheda progettuale, tra l’altro verificata sotto l’aspetto della fattibilità in assessorato, finalizzata al contrasto degli incendi attraverso la difesa attiva del territorio da parte delle comunità su di esso diffusamente insediate con il finanziamento di strutture e attrezzature al servizio di UNITA’ OPERATIVE ANTINCENDIO da costituire con il coinvolgimento di volontari nei singoli centri abitati.

    Il modulo progettuale, pensato per ogni singolo comune, di media estensione, comprendeva:

    – una rete di N° 5 vasche di calcestruzzo, tipo irrigazione, della capacità di circa 40 mc da dislocare in punti strategici del comprensorio ed in prossimità di sorgenti e strade

    – una macchina del tipo fuoristrada con doppia cabina e con riserva d’acqua sul cassone da circa 650 l con a traino un carrello attrezzato con una ulteriore riserva d’acqua di circa 700 l con motopompa a scoppio ad alta pressione e due naspi con lance a lunga gittata.

    – l’attrezzatura completa antincendio per una doppia squadra di 10 vigili volontari.

    Il vantaggio delle vasche in calcestruzzo consiste nel fatto che possono essere realizzate anche su terreni scoscesi, che non perdono acqua per infiltrazione, che alimentate anche con piccole portate possono avere una valenza anche produttiva, di facile manutenzione e dal costo modesto a differenza dei laghetti collinari, inoltre possono essere cedute in comodato d’uso a singoli privati con l’obbligo di assicurarne la manutenzione e garantirne la disponibilità del sempre pieno idrico nei mesi più critici per gli incendi.
    La macchina fuoristrada permette di disporre di uno strumento agile, potente, rapido e polivalente che può penetrare facilmente nel territorio su una viabilità spesso modesta e accidentata. Inoltre, passata l’emergenza degli incendi estivi può essere usata per fronteggiare emergenze di altra natura, isolamento da neve, alluvioni, incendi urbani etc.
    L’accoppiata pik-up carrello, che porta circa 1400 l d’acqua, contro i 2500 l di un’autobotte dei vigili del fuoco, permetterebbe, mentre il carrello opera staccato dalla macchina, il rapido rifornimento dai punti d’acqua sparsi nel territorio mediante i Pik-up che in caso d’emergenza confluirebbero sul posto anche dai paesi limitrofi nella prima fase dell’incendio.
    Da computo metrico eseguito e da preventivi richiesti ogni modulo aveva un costo di £ 175.000.000 che, confrontato col parametro massimo ammesso in bando per le strade previste dalla misura, corrispondeva alla realizzazione di 1750 m di strada camionabile.
    Nei cinque giorni a disposizione, prima della scadenza del bando, a cavallo di Natale, per contattare i sindaci , furono raccolte 80 adesioni di Comuni della provincia di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, oltre a quella dell’amministrazione provinciale di Catanzaro e della comunità Montana delle Serre Vibonesi. Il tempo ristretto non permise di raccogliere l’adesione di altre realtà locali comunque disponibili.
    La conclusione fu molto deludente in quanto a fronte del grande entusiasmo manifestato da tutti gli amministratori coinvolti, la commissione tecnica, preposta alla valutazione delle schede progetto, bocciò la proposta privilegiando la realizzazione di strade, opere d’ingegneria naturalistica e la costruzione di laghetti collinari.

    Ho voluto riproporre quanto , forse ingenuamente, ipotizzato in quanto i recenti e tristi eventi, dovuti agli incendi che hanno sconvolto il nostro territorio mi hanno fatto ripensare a quel bando del 2002, archiviato nel mio computer, che forse poteva rappresentare un’opportunità anche per stimolare un più razionale, consapevole, diretto e valido presidio del territorio .

    Dott. Agronomo Aldo Stella

  2. Per contrastare la tremenda piaga degli incendi in Aspromonte bisogna piazzare telecamere nascoste sui punti sensibili. Agire con droni e anche mezzi aerei di avvistamento dei roghi sul nascere. Pattuglie di persone formate e fidate soprattutto nei luoghi più sensibili e importanti del Parco. Provvedimenti che vanno assunti dal 1 giugno al 30 settembre di ogni anno. Bisogna agire subito, non c’è tempo da perdere

  3. Aspromuntis bees park
    Difesa degli insetti pronubi e in particolar modo delle api, per la creazione di spazi e aree dedicate al loro inserimento.

  4. Simone Surace

    La mia idea è quella di riscoprire i piccoli borghi all’interno dell’ente parco! Fare un progetto di arte e tramando dei mestieri in via di estinzione… Sarebbe un ottima cosa ,iniziare a programmare insieme a noi artigiani presenti sul territorio, come sono io ,che vivo e ho il mio piccolo laboratorio del vetro artistico a San Giorgio Morgeto,tornare ad insegnare un arte e un mestiere alle nuove generazioni, potrebbe essere un momento di crescita e di sviluppo del entro terra… Un possibile tramando di testimone con le nuove leve che avrebbero la possibilità reale di apprendere un arte vera

  5. Buonasera, credo che per salvaguardare i boschi ed i parchi oltre ai sistemi di prevenzione antiincendio e ai sistemi di controllo vari, bisogna lavorare per fare crescere la consapevolezza per la difesa del proprio territorio e dell’ambiente, partendo dai ragazzi e giovani. Oltre al ruolo importante delle famiglie e scuola, bisogna fare vivere esperienze positive con la pratica di attività sportive che rispettano l’ambiente, che abbiano come principale obbiettivo il rispetto dei luoghi e delle strutture che si utilizzano. Tra queste uno sport assolutamente eco-sostenibile è l’Orienteering. L’impianto dove si gareggia e si fa attività è la Mappa del bosco, del Parco e del centro storico. Io quale delegato regionale Calabria sono a vostra disposizione per programmare e realizzare quanto necessario per contribuire alla difesa dei nostri territori e parchi.

  6. Monica Coluccio

    Ogni anno centinaia di scout calabresi (ma anche di fuori regione), vivono le loro esperienze nei territori del Parco durante tutte le stagioni. Mettere in atto un dialogo collaborativo con le associazioni scout (AGESCI, MASCI, FSE, CNGEI) potrebbe essere utile per attivare percorsi educativi per i ragazzi ma anche qualcosa di più, che va oltre: dal monitoraggio dei luoghi alla loro maggiore vitalizzazione e visibilità, dalla prevenzione di illeciti alla difesa dell’ambiente.

  7. Domenico Iacopino

    COSTITUZIONE-COORDINAMENTO-INTEGRAZIONE-AREA GRECANICA

    “KALAVRISIA”
    Oggi nei locali del Comune di Roccaforte si è costituito il coordinamento intercomunale
    “KALAVRISIA”
    OBIETTIVO PRIMARIO: Recupero, Riscatto, Sviluppo, dell’Area Grecanica.

    La delittuosa catena di incendi, che da anni distrugge la realtà Boschivo-Forestale-Agro/Alimentare, dell’area, impone una nuova strategia di lotta. Non è più tollerabile una risposta estiva, emergenziale, spesso inutile.
    Vi è l’obbligo di un piano serio di prevenzione strutturale, con una convinta lotta alla criminalità ambientale: l’emozione neutra del “PIROMANE” non deve essere più tollerata, né va evidenziata, colpevolmente la logica sciocca dell“AUTOCOMBUSTIONE” !
    COMPOSIZIONE GESTIONALE
    -Un rappresentante deliberato da ogni singolo comune dell’area;
    -Roccaforte del Greco comune capofila;
    -Presidenza;
    -Ufficio di segreteria;
    -Assemblea.
    IL coordinamento agisce in collaborazione con gli EE. LL., con la città metropolitana, con la Regione Calabria, col Parco Nazionale dell’Aspromonte, con le Associazioni Ambientaliste, Culturali, Produttive e Commerciali.
    Ogni Comune, in relazione al proprio bilancio devolve una somma annuale per le spese di attività e di gestione del coordinamento .
    Le somme verranno versate sull’IBAN del Comune Capofila.
    Allo stesso spetta il compito di SOS, tenere la logistica e favorire con i propri uffici l’attività e le funzioni.
    -Si accettano contributi da privati.
    PROPOSTE DI INTERVENTI URGENTI
    Nel rispetto dei limiti imposti dalla Legge335/200 bisogna individuare deroghe che consentono risposte emergenziali (tanto agli EE.LL., tanto al Parco d’ Aspromonte):
    a) Gare di appalto per il taglio e la vendita delle essenze, danneggiate dal fuoco, ma utilizzabili
    – Bio-massa-Pellet- usi artigianali ed industriali;
    b) Destinazione di tali fondi per la pulizia dei terreni e per il loro “Gradonamento, propedeutico, agli Impianti ed alla Semina per Riforestazione e Rimboschimento;
    c) Creazione, nelle diverse aree di semenzai e vivai, gestite da cooperative tecniche, sotto il controllo dei Comuni e del Parco.
    RECUPERO ESSENZE FORESTALI E BOSCHIVE
    1)Abete Bianco -Albies Alba
    2)Abete Rosso -Picea Excelsa
    3)Castagno -Castanea Sative
    4)Castagno -Castanea vulgaris
    5)Faggio -Fagus Silvatica
    6)Pino Silvestre -Pinus Silvestris
    7)Pino Pinea -Pinus Pinea
    8)Quercia Cerro -Quercius Cerris
    9)Quercia Sessile -Quercius sessilis
    10)Quercia Peduncolata -Quercius Peduncola
    11)Quercia Leccio -Quercius Ilex

    RECUPERO E RINTRODUZIONE FAUNA TERRESTRE
    1)Cinghiale -Sus Scrofa
    2)Faina -Martes Foina
    3)Gatto Selvatico -Felix Silvestris
    4)Lepre Appenninica -Lepus Carsicanus
    5)Lontra -Lutra Lutra
    6)Lupo Appenninico -Canis Italicus
    7)Marmotta -Martes Martes
    8)Scoiattolo Appenninico -Sciurus Meridionalis
    9) Tasso – Meles Meles
    10) Volpe -Vulpes Vulpes

    RECUPERO BIODIVERSITA’ FAUNA ITTICA
    1)Trota Fario -Salmo Cetti Trutta
    2)Anguilla -Anguilla Anguilla
    3)Granchio -Potamon Fluviatiles
    Gli sciagurati incroci con le trote salmonate ed iridee, hanno fortemente compromesso la specialità della nostra autocna trota, genere fario.
    – Sarà salutare ideare attività di selezione e ripopolamento, costruendo nelle nostre fiumare e torrenti strutture controllate di pesca sportiva, con accoglienza e ristorazione
    -Costruire specifiche cooperative

    RICOSTRUZIONE E POTEZIAMENTO FAUNA VOLATILE
    1)Cuturnice -Alectoris Graeca
    – Limitare zone di cattura, ambientazione, cura, ripopolamento
    – Nelle diverse aree, vocate, realizzare strutture di accoglienza, ristorazione, servizi veterinari
    – Definire piani ed aree di addestramento cani
    STRUTTURE DI ACCOGLIENZA E CURE PER ANZIANI CON SERVIZI AD ESSE LEGATI
    Con l’obiettivo del recupero razionale delle nostre realtà più belle, delle nostre montagne, sfruttando la salubrità del clima e l’offerta idrogeologica dei luoghi, bisognerà predisporre progetti di strutture per accoglienza e cura, sui quali indirizzare una parte dei fondi europei.
    -L’intero processo strutturale dovrà prevedere l’uso e la valorizzazione dei prodotti locali: legno-pietra- ecc
    USO DEI FONDI EUROPEI
    -L’impegno degli EE.LL. in questa prima fase, dovrà essere indirizzato a definire interventi compensativi per garantire gli interessi dei nostri agricoltori, della nostra pastorizia, distrutti dagli incendi
    – I fondi europei dovranno essere utilizzati:
    A) Ricostruzione ricoveri e greggi;
    b)Sostegno alimentare animali sopravvissuti;
    c)Compensazione perdita produzione;
    d)Reimpianto culture distrutte;
    e)Aiuti per alcuni anni;
    Gli altri fondi europei dovranno garantire strutture recettive e produttive nel Parco.
    PRECARIETA’ STRUTTURALE DELL’ASPROMONTE
    La nostra montagna e l’intera area pedo-montana mostra una crepa profonda, sia sul piano idrogeologico, sia sul piano geo-strutturale. L’enorme ammasso di granito calabro – fortemente deteriorato- in molte realtà poggia su estese aree argillose, che favoriscono un processo franoso ed erosivo costantemente. La distruzione del bosco-causa incendi- ha reso il fenomeno sempre più drammatico: Da “Segugio” Bagaladi, a “Piripoli” (San Lorenzo), alla “Menta” (Roccaforte), alla “Verde” (Roghudi) al “ Carruso” (Africo) insiste una delle più estese ed instabili frane d’Europa . In tale situazione di somma emergenza, una qualche, motivata e preoccupata riflessione, va espressa sulla diga del Menta. Essa si sviluppa sopra un territorio permanentemente franoso ed instabile.
    Al fine di un razionale processo di gestione di questo mondo, vanno preventivati interventi radicali e precisi:
    a) Scoronamento;
    b) Strutture di contenimento a valle:
    c) Riorganizzazione idrogeologica;
    d) Impianto e semina di essenze boschive.
    RETE STRADALE E STRUTTURE VIARIE E DI PRONTO INTERVENTO
    Al fine di garantire la piena fruibilità dei nostri monti va rivista e rivisitata l’intera rete stradale, ad essi collegata.
    -Appare improcrastinabile e urgente predisporre un piano di ammodernamento delle principali vie di accesso.
    -Dorsali e longitudinali che, partendo dalle località più distanti, permettono di attraversare l’intero sistema boschivo. Tali strade spesso, oggi, sono state danneggiate dal tempo e dall’incuria e, non sempre rispondono ai nuovi parametri del traffico.
    -Vanno completate e rivoluzionate le strade che inserendosi nelle diverse aree strategiche, permettono interventi di emergenza;
    -Va predisposto un piano razionale di sistemi “taglio fuoco”

    LOTTA ALLA CRIMINALITA’ AMBIENTALE
    Siamo del tutto (e tutti) convinti che l’emergenza “Roghi” non può essere affrontata con il riferimento patetico agli operai “ guardia fuoco”, trattasi di una struttura del tutto vetusta, inadeguata per età, tecnica, competenza, strumenti e guida. — -Forti limiti e sprechi ha mostrato anche l’uso emergenziale dell’intervento aereo, a cura e gestione dei privati. –Per affrontare le nuove sfide, di una criminalità, capace di utilizzare strumenti di attacco emancipati, bisogna, fin da subito, costruire organizzazioni operative, sul territorio, specialmente, capaci di interagire con le nuove tecnologie ed in grado di controllare, scientificamente, il territorio; –L’uso dei dromi e di tecnologie similari, dovranno modificare i tempi e le specialità d’intervento; -Dotare le regioni – singole o associate- di un adeguato stormo d’intervento elicottero/aereo, senza dover dipendere dagli interessi e delle logiche private, speculative; —-Pianificare, nelle nostre fiumare (Tuccio, Amendolea, Verde, Buon amico, Careri, Torbido) invasi per approvvigionamento dei mezzi di intervento aereo, evitando che ogni lancio richieda, come oggi, un viaggio monte-mare.

    Conclusione
    La presente riflessione –correggibile, integrabile- vuole essere una base di discussione , con i soggetti istituzionali e sociali. L’area grecanica ha subito, nei secoli, speculazioni e discriminazioni culturali (-non solo, anzi): Abbiamo spesso, per limiti e mancanza di stimoli culturali abdicato ed annullato la nostra lingua, la nostra storia, i nostri valori. Dopo circa 2700 anni di storia, oggi, c’è il rischio della scomparsa definitiva anche della nostra identità e perfino, della nostra territorialità!
    Riprendiamoci la nostra storia
    “KALAVRISIA”
    Proposta:
    Ai primi di settembre un “ SIT-IN” di tutti i nostri compaesani a PIAZZA ITALIA (RC)
    Al presidente del PARCO ed ai Sindaci il compito dell’organizzazione .

  8. Christian Zuin

    Progetto “Artisti Uniti per La Calabria”

    La musica, come l’arte in generale, è sempre stata uno strumento efficace come sostegno di iniziative per il bene comune e la cura del territorio perciò abbiamo creato il progetto “Artisti Uniti per la Calabria”.

    Un’unione di 20 ragazzi e ragazze tra cui rapper, cantanti, produttori e videomaker calabresi con l’unico desiderio di dare voce e s0stenere con gli strumenti a nostra disposizione, chi si sta mobilitando per rimediare ai danni provocati dagli incendi a cui abbiamo dovuto assistere inermi e sensibilizzare affinché tutto questo orrore non si ripeta mai più.

    Il progetto, avviato da circa un mese, prevede per ora la produzione di una canzone di cui il titolo sarà “PER RINASCERE”, il cui messaggio come i proventi andranno a favore delle attività di raccolta fondi necessari all’analisi dei danni subiti e alla rinaturalizzazione, tutela, cura e prevenzione.

    Ad oggi abbiamo già definito un rapporto di collaborazione con l’ Associazione Per L’ Aspromonte, https://www.perlaspromonte.it , di cui includiamo già le azioni nella comunicazione sui nostri social Facebook e Instagram.
    Facebook : https://www.facebook.com/artistiuniticalabria Instagram : https://www.instagram.com/artistiuniticalabria

    Il brano, attualmente in produzione, sarà pubblicato il 28 settembre, e sarà al centro di una serie di eventi in cui speriamo di poter collaborare con l’Ente Parco e tutte le istituzioni coinvolte in questa emergenza : vigli del fuoco, protezione civile, etc….

    ARTISTI UNITI per la CALABRIA oltre ad essere un progetto nuovo e manda l’invito a qualsiasi artista, non solo nell’ambito musicale, a partecipare alla nostra iniziativa per poter creare più azioni possibili per il beneficio della nostra terra.

    I punti essenziali rispettati da ogni membro di ARTISTI UNITI per la CALABRIA sono:

    A. Non viene richiesto nessun tipo di quota per la partecipazione, né agli artisti ne alle associazioni coinvolte.
    B. Non verrà riconosciuto alcun compenso economico a nessuno degli artisti interessati.
    C. Tutti i guadagni monetari derivanti dalla canzone prodotta nel progetto verranno devoluti ad Associazioni o Progetti dedicati strettamente ai danni provocati dagli incendi verificatisi nell’estate 2021 nelle zone dell’Aspromonte.
    D. La canzone verrà gestita dall’etichetta ARTISTI CALABRESI UNITI, creata appositamente per il progetto e distribuirà il brano su tutti gli store digitali.
    E. Settimanalmente il responsabile discografico dell’etichetta, condividerà con tutti i soggetti interessati le statistiche d’ascolto e di ricavi per garantire una trasparenza totale ai collaboratori e al pubblico.
    F. Sebbene nei crediti della canzone verranno citati i singoli artisti per il riconoscimento dei diritti d’ autore, la canzone verrà prodotta e sempre sponsorizzata come prodotto del lavoro del gruppo “ARTISTI CALABRESI UNITI”.

    Ciò che richiediamo all’Ente è di poter partecipare attivamente e integrare il nostro progetto nelle iniziative del Parco, dando la nostra massima disponibilità.

  9. Lucia Guerrasio

    Sicuramente un Parco più a “misura” di bambino,nel senso che,si educhino già dalla tenera età al rapporto ed il rispetto verso la natura e chi la abita,creando dei laboratori didattici con annesse lezioni sul campo,trasformando il tutto in un “gioco” educativo.
    W il Parco Nazionale dell’Aspromonte💝

  10. Innanzitutto plaudo l’Ente Parco per aver messo in rete questo strumento di confronto specie in un momento molto delicato come quello che ha attraversato e sta attraversando. In uno Stato democratico almeno il diritto di parola e di pensiero va garantito. Ma durante l’emergenza incendio abbiamo assistito a pensieri e parole fuori luogo che non hanno giovato sicuramente ad aiutare almeno il normale sentimento di vicinanza alle Comunità colpite. Persino: piani di prevenzione scambiati volutamente come piani antincendio, quando gli Enti Parco in Italia non hanno possibilità di intervenire nemmeno per spegnere un fiammifero. Sicuramente va ripensato tutto il piano di gestione amministrativo e soprattutto di competenze degli Enti Parco e mi auguro che questa tragedia che non ha colpito solo la Calabria, abbia creato le condizioni per una vera discussione politica in tema di “nuovo ambientalismo”. Altro problema è sicuramente la scarsa sensibilizzazione esistente sulle questioni ambientali e sull’importanza della biodiversità. Ulteriore tematica da non sottovalutare è la “questione antropologica” che caratterizza il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Nell’area interessata 37 Comuni con altrettanti Centri Storici, attività agro-pastorali e di imprese boschive: forti interessi economici in cui l’Ente deve esclusivamente garantire i nulla osta e non una programmazione di interventi finalizzati alla crescita economica generale se non in attività di impatto ambientale e di piccoli interventi strutturali. Oggi gli Enti Parco si presentano come Enti Sub Statali privi di forza decisionale in territori, come quello aspromontano, in cui è necessaria una concertazione politica e sociale a tutti i livelli che possa esprimere chiarezza e punti di linearità soprattutto se si parla di “emergenza incendi”.
    All’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte la proposta è quella di convocare una sorta di “STATO GENERALE ASPROMONTANO” in cui Enti locali, cittadini, Associazioni, Imprenditori, Associazioni, possano rendersi utili ai fini di una rinascita generale di un territorio che parla lingue diverse ma che ha lo stesso cuore.

  11. dr forestale Giovanni Bonfà

    Recuperare il sistema produttivo del parco
    Finalmente qualche politico propone la costituzione di un dipartimento per la montagna ed il finanziamento dell’agtricoltura di montagna,
    esiste una legislazione in favore delle aree interne senza finanziamenti: salva norghi, piccoli comuni, zona economica ambientale.
    nel frattempo la montagna si spopola,nell’ultimo decennio sono emigratidal mezzogiorno 1.500.000 di persone
    Necessita valorizzare l’economi verde nei parchi:
    – attivare la cura dei boschi,attività selviculturali,diradamento dei rimboschimenti, avviamento dei cedui in fustaia, ricostituzione dei boschi degradati,favorire la rinnovazione naturale, migliorare la funzione sociale turistica e culturale del bosco,favorire l’innovazione food forest
    -promuovere la filiera bosco-energia- inventario dei boschi comunali
    . creare un distretto di agricoltura biologica- conservare il patrimonio culturale intangibile dei borghi mrisultano finanzimenti che causano degrado del paesaggio culturale- rilanciare gli ecovillaggi ,turismo sostenibile e qualità della vita ,qualità deò paesaggio

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